Descrizione storica della Casa

di  Architetto Andrea Martinelli

 

Il complesso immobiliare
Il palazzo, manufatto storico principale, fa parte di un più ampio complesso edilizio composto da più corpi di fabbrica che avevano funzione residenziale, artigianale ed industriale. Più in particolare l’area, di proprietà unica, che si estende dalla Tosca Romagnola fino alla ferrovia, era suddivisa in numerosi edifici: quelli ad uso residenziale si trovavano in adiacenza alla strada, mentre sul retro della stessa, per mezzo di più spazi sistemati a “corte” si sviluppano gli altri edifici minori che servivano come abitazioni per gli operai della fabbrica; quest’ultima era ubicata in posizione arretrata verso la ferrovia. Completano l’insieme il giardino padronale ed una serie di orti, un tempo a servizio della committenza.
In pratica il complesso edilizio rappresentava un piccolo microcosmo autosufficiente dedito alla produzione probabilmente tessile. Questa particolare tipologia edilizia prese corpo agli inizi dello scorso secolo lungo la Tosco Romagnola, nel tratto che intercorre tra Pisa e Cascina, segno di una nuova espansione urbana lineare dedicata all’attività artigianale ed alla piccola industria, dovuta all’operosità e all’imprenditoria di alcune famiglie borghesi. Il nostro complesso, della famiglia Ciucci, rappresenta ancor oggi uno dei migliori esempi esistenti sul territorio, in quanto la proprietà è rimasta integra ed è appartenuta alla stessa famiglia fino a qualche anno fa.
Oggi, purtroppo, la vendita frazionata dei vari corpi di fabbrica sta trasformando il compendio residenziale/artigianale in un’area ad uso esclusivamente abitativo con unità immobiliari più o meno piccole.

La villa
L’edificio principale, realizzato agli inizi del Novecento, costituisce un pregevole esempio di villino borghese contraddistinto da una profusione di elementi classici facenti parte del linguaggio architettonico e compositivo tipico di quegli anni.
Il manufatto fu realizzato secondo le tecniche costruttive tradizionali con caratteristiche formali riconducibili all’idea del “Classicismo”, tema ampiamente diffuso nel mondo “civilizzato” dell’epoca.
La facciata principale si presenta simmetrica con asse principale contraddistinto dal portone di ingresso e dalla porta finestra con balcone ed è suddivisa in tre parti: il basamento caratterizzato dall’uso del bugnato e inferriate di ispirazione vagamente Liberty; il piano nobile con finestre con cornice piana e architravatura decorata da fregi sormontata dal timpano triangolare e sottodavanzale decorato con fregio a motivo di festone; infine il piano sottotetto con cornicione finemente decorato. Definiscono lateralmente la facciata due paraste sormontate dallo stemma di famiglia.
Gli interni sono caratterizzati dall’ampio ingresso con scala marmorea che conduce agli altri piani, con pavimentazioni a mattonelle in pasta di cemento e graniglia con fascia perimetrale decorata. Al piano terreno sono situati i vari ambienti di rappresentanza con decorazioni a stucco lungo le parti perimetrali dei soffitti, ad esclusione del salotto, dove sono presenti decorazioni a fresco nella parte superiore delle pareti. Il piano primo era adibito alla zona notte i cui ambienti presentano decorazioni pittoriche perimetrali in congiunzione tra parete e soffitto, a motivo liberty. Infine l’ultimo piano, sottotetto, era adibito a funzioni di servizio della casa e presenta la struttura lignea a vista della copertura e pavimentazioni in cotto ad eccezione di alcuni vani, che negli anni settanta, furono dotati di pavimentazione in legno. Completa l’immobile un piccolo ma grazioso giardino in stile liberty retrostante il fabbricato in continuità visiva con la villa.

Il progetto
Il villino, acquistato recentemente dall’ACISJF (Associazione Cattolica Internazionale a Servizio della Giovane), è stato oggetto di un accurato progetto di restauro conservativo e di rifunzionalizzazione dell’immobile curato dall’architetto Massimo Tonucci e diretto dall’architetto Andrea Martinelli, coadiuvati da varie figure professionali (l’ingegnere Flavio D’Andrea per gli Impianti meccanici, l’ingegnere Ornella Squerzanti per gli impianti elettrici, l’ingegnere Francesco Manetti per gli interventi di miglioramento sismico, l’agronomo Enzo Pietrini per il giardino), e realizzato dalla ditta Braccianti Edilizia di Vicopisano.
Il progetto ha lasciato integri gli spazi della casa, restaurando tutti gli apparati decorativi presenti, compreso gli elementi esterni (anche il colore della facciata è stato ritrovato grazie ad una serie di saggi effettuati in loco), gli infissi ed i pavimenti, ad eccezione della realizzazione dei nuovi bagni e dei servizi necessari all’attività sociale della casa, attuati negli spazi di risulta del manufatto. Infine l’inserimento dei nuovi impianti meccanici ed elettrici, conformi alle normative vigenti, non ha alterato le caratteristiche dell’edificio.

 


 

 

I DECORI della CASA ACISJF di Pisa

 

La villa Ciucci, nuova sede dell’ACISJF per Pisa, rappresenta una di quelle dimore borghesi che fiorirono con l’espansione edilizia delle città nel periodo a cavallo tra il XIX e il XX secolo. Solitamente eleganti e realizzate con cura del dettaglio, caratterizzano ancora oggi interi quartieri e strade di grande comunicazione come nel nostro caso. Il gusto per la decorazione di questi edifici era quanto mai ricercato e comprendeva l’uso di diversi materiali come stucchi, gessi, metalli e legname usati con grande sapienza e spesso notevole fantasia.
Anche la decorazione pittorica era molto presente all’interno come all’esterno.
La sede dell’ACISJF non fa eccezione, e sebbene non presenti più tracce di decorazioni in facciata, all’interno conserva ancora degli esempi di soffitti originali.
Lo stile di tali pitture risente di quel periodo in cui si sviluppava uno stile nuovo e dinamico, di rottura rispetto alle convenzioni artistiche dominanti fino allora.
Caratteristica di tale stile erano le sue forme organiche, le composizioni floreali stilizzate e le forme curve: ne abbiamo due esempi nella cappella al piano terra e in due camere al primo piano.
Anche il corrimano delle scale termina con una forma di animale. Era lo stile che fu detto Art Nouveau in Francia e Stile Liberty in Italia.
Coniugando motivi ispirati ora alla natura ora alla geometria, i decoratori dell’epoca avevano caratterizzato i soffitti della casa che, restaurati, rimangono a testimonianza di uno stile e di un’epoca di grande vitalità per l’architettura e le arti applicate.